Sotto la grande nuvola bianca #3 (Tāne Mahuta)

Sotto la grande nuvola bianca.
(Un ciclo di brevi excursus su passato, presente e futuro della Nuova Zelanda e dei suoi abitanti

Il Re della Foresta: Tāne Mahuta

Una camminata di pochi minuti all’interno del parco naturale di Waipoua, nella più grande foresta pluviale ancora intatta nell’Isola del Nord della Nuova Zelanda, e ci si trova davanti a Tāne Mahuta, un gigante di 51,5 metri, con una circonferenza del tronco di 13,77 metri, il più grande esemplare di albero kauri sopravvissuto al disboscamento seguito alla colonizzazione europea.
Nella mitologia maori Tāne è il dio della foresta e degli uccelli, il figlio di Ranginui (Padre Cielo) e Papatūanuku (Madre Terra), nonché colui che avrebbe dato origine al genere umano.
Con un’età stimata di circa 2000 anni, Tāne Mahuta è il più maestoso albero kauri al mondo, attualmente protetto, insieme col resto del parco e con Te Matua Ngahere, il suo vicino di 30 metri d’altezza (età stimata, tra i 2500 e i 3000 anni), dal Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda.
Come le sequoie in California, i kauri appartengono alla famiglia delle conifere e un tempo costituivano una riserva illimitata di legno per il popolo maori che li utilizzavano per costruire waka (grandi canoe lunghe fino a 40 metri), realizzare sculture ed elevare abitazioni, oltre che per Continua a leggere

Annunci
Pubblicato in Nuova Zelanda | Contrassegnato , , , , , , , , | 3 commenti

Diffondendo aroha.

Se l’identità di un individuo o di una comunità non viene definita da quello che gli succede ma dalla maniera in cui reagisce a quanto gli è accaduto, la Nuova Zelanda sta dimostrando ancora una volta di essere una nazione a cui guardare quando si pensa alle sfide che un mondo sempre più globalizzato, multietnico, multiculturale e multireligioso presenterà negli anni a venire.
All’indomani del vigliacco atto terroristico che ha portato alla morte di cinquanta fedeli islamici (uomini, donne e bambini) riuniti in due differenti moschee della città di Christchurch per la tradizionale preghiera del venerdì, l’intera nazione sta reagendo con stupefacente partecipazione e con un toccante e sorprendente senso di appartenenza.
Da una parte la prima ministra Jacinda Arden si è recata a portare conforto e solidarietà alla Continua a leggere

Pubblicato in Brevi | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Lasciare L’Isola Che Non C’è

È importante chiarire subito una cosa: Leaving Neverland, il documentario prodotto da Channel 4 e da HBO, e diretto dal regista britannico Dan Reed, con protagonisti Wade Robson e James Safechuck, non è un’investigazione con al centro della propria indagine Michael Jackson (come invece potrebbe apparire ad una prima, superficiale analisi).
È invece un’inchiesta che vuole mostrare nei minimi dettagli il funzionamento psicologico di un adescamento, ovvero un’opera che, nelle parole del regista stesso, vuol far vedere “come un abuso sessuale ai danni dei bambini si pianifica, si sviluppa, si evolve e si verifica, e le conseguenze che comporta a lungo termine nelle vite delle sue vittime e delle loro famiglie”.
È anche importante chiarire subito una seconda cosa: Leaving Neverland è senza dubbio un’opera a senso unico, un’inchiesta in cui non si dà volutamente spazio alla controparte (Jackson e i suoi difensori) per concentrarsi unicamente, e con maniacale insistenza, sulla ricostruzione degli eventi fatta dalle Continua a leggere

Pubblicato in Walkabout | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Il tipo di mondo in cui vogliamo vivere

Quando a scuola arriva il momento di studiare la Guerra Civile Spagnola, combattuta dal 1936 al 1939 tra i nazionalisti del futuro dittatore Francisco Franco e le forze di volontari democratici, repubblicani, socialisti e comunisti, non solo spagnoli ma di tutta Europa, non c’è manuale di Storia che non sottolinei il coraggio e lo spirito civile e democratico che spinse giovani di varia provenienza e nazionalità ad opporsi in maniera concreta, e a rischio della propria vita, alla diffusione del nazi-fascismo nel mondo.
A chi ha combattuto e combatte oggi una lotta simile contro le forze antidemocratiche ed ottenebranti dell’Isis non viene riconosciuto il medesimo ruolo.
Invito tutti a leggere la breve striscia di Zerocalcare qui di seguito e  informarsi in maniera più approfondita sull’argomento per decidere in maniera libera, e il più possibile scevra da qualunque forma di ideologia, in quale tipo di mondo vogliamo vivere.

 

Pubblicato in Brevi | Contrassegnato , , | 3 commenti

Sotto la grande nuvola bianca #2 (Frank Sargeson)

Sotto la grande nuvola bianca.
(Un ciclo di brevi excursus su passato, presente e futuro della Nuova Zelanda e dei suoi abitanti)

20095

Un autore neozelandese: Frank Sargeson

Quasi sconosciuta in Italia, la storia della letteratura neozelandese annovera tra le sue fila molti autori interessanti, che in diverse maniere, e con stili ed approcci spesso contrapposti, hanno dato vita ad una produzione poliedrica e sotto molti punti di vista unica al mondo.
Da una parte personalità quali Janet Frame (autrice complessa dalla tribolata esistenza, a lungo rinchiusa in un ospedale psichiatrico, fu salvata dalla lobotomia grazie all’inaspettato successo della sua opera prima e venne poi candidata per ben due volte al Nobel per la letteratura), Patricia Grace (che con la raccolta di racconti Waiariki divenne la prima donna Maori a pubblicare in lingua inglese ed è ad oggi considerata una figura centrale della letteratura mondiale del secolo scorso), Keri Hulme (il cui romanzo The Bone People vinse nel 1985 il Continua a leggere

Pubblicato in Nuova Zelanda | Contrassegnato , , , , , , , , , | 2 commenti

Un’educazione sentimentale

Tempo fa il mitico Sparz ha chiesto ai redattori di LPELS di scrivere un post sulla propria Educazione Sentimentale. Questo qui di seguito è il mio contributo.

Cominciò il giorno in cui mio padre tornò a casa con I pirati della Malesia sottobraccio.
Il celebre romanzo di Salgari era in vendita dal suo giornalaio di fiducia e non aveva resistito alla tentazione di comprarmelo. È il primo, chiaro ricordo che ho di un regalo. Ci scrisse sopra una dedica: A Matteo, con affetto, papà. D.O.C. dimenticandosi di aggiungere la data. Così ogni volta che lo riprendo tra le mani la mia ricerca del tempo perduto arranca tra dettagli chiarissimi ma di scarsa utilità (cosa intendeva poi con quel D.O.C?) quali l’emozione di possedere il mio primo libro “da adulto” e le due righe iniziali “Mastro Bill, dove siamo?” “In piena Malesia, mio caro Kammamuri”, infine mia madre che mi chiama per andare a tavola, risvegliandomi da un viaggio che avrebbe continuato ad accompagnarmi negli anni a seguire. “Dov’eri finito?” mi chiese non appena entrai in cucina.
“In Malesia” risposi chinandomi con aria da furfante sul piatto.
Resta il mistero di quanti anni avessi.
L’unica memoria certa (la mia seconda, vividissima immagine) è la reazione che ebbe la maestra quando gli fu riferito cosa stavo leggendo. Disse che Continua a leggere

Pubblicato in Walkabout | Contrassegnato , , , , , , , , , | 2 commenti

Luckiest man in the World

“I have been one of the luckiest man in the World” così fino a qualche giorno fa si definiva Stan Lee, la notizia della cui morte, avvenuta all’età di 95 anni, sta facendo in queste ore il giro del mondo.
Fumettista, editore, produttore cinematografico e televisivo, Stan Lee ha lasciato un’impronta nell’immaginario del mondo occidentale paragonabile solo a quella di Walt Disney, anche se rispetto al connazionale statunitense la sua fama rimane, e forse rimarrà per sempre, circoscritta ai soli amanti del fumetto.
Soprannominato L’Uomo (The Man) e Il Sorridente (The Smilin’) Stan Lee fu il primo ad introdurre, insieme a diversi disegnatori e co-creatori (Jack Kirby  e Steve Steve Ditko in particolare) la figura del “supereroe con superproblemi” umanizzando una categoria dell’immaginario post-war che fino a quel momento era stata caratterizzata esclusivamente da personaggi perfetti e bidimensionali (uno su tutti: Superman).
Stan Lee ideò la famiglia dei Fantastici Quattro (1961) e grazie alla sua fervente immaginazione videro la luce  Hulk (1962), Thor (1962), Iron Man (1963), gli X-Men (1963), Daredevil, 1964) e il Dottor Strange (1963), per non dimenticare uno dei personaggi Marvel di maggior successo, l’Uomo Ragno (1962).
Fu proprio grazie a Lee che la Marvel si trasformò da piccola casa editrice in multinazionale dell’intrattenimento su scala mondiale.
Ma il mio personaggio preferito, quello per cui ringrazierò sempre la fervida fantasia di Lee e dei suoi collaboratori, è senza dubbio Silver Surfer, in cui la sofferta umanità dei supereroi Marvel raggiunge apici insuperati.
Ideato grazie al fondamentale contributo di Jack Kirby, colui che di fatto lo disegnò per primo, Silver Surfer divenne in poco tempo il personaggio preferito di Lee: un moderno Prometeo, un surfista della galassia che cerca una ragione per continuare a vivere in un universo infinito ma privo di risposte.
Ed è proprio così che mi raffiguro Stan Lee in questo momento, dopo aver letto la notizia della sua morte: seduto sul bordo di qualche sistema solare col sorriso in faccia e l‘ottimismo che lo contraddistingueva a spingerlo ad andare sempre avanti, ma con nascosta dentro l’anima quella nebulosa di domande che fa dei suoi personaggi – e oggi, possiamo dirlo, anche di tutti noi – supereroi vulnerabili alle prese col mistero di una vita che continua a sfuggirci.

Pubblicato in Brevi | Contrassegnato , , , , | 2 commenti