Ragionamenti dalla stiva

E così dopo Olanda, Norvegia, Gran Bretagna e Germania anche la Francia ha dichiarato che dirà addio alle auto a benzina entro il 2040. Il futuro della locomozione, perlomeno in Europa, sarà elettrico.
Quello che da tempo si stava preparando, e a cui per anni abbiamo guardato con un misto di desiderio e paura, si realizzerà nella prima metà di questo secolo e comporterà conseguenze inimmaginabili, se non per associazione (e qui uso la parola con tutti i limiti che separano i termini dalla loro realizzazione nella Storia) con eventi del passato quali il crollo dell’Impero Romano o l’avvento della Rivoluzione Industriale: l’età di un mondo dipendente dal petrolio è prossima alla fine, sostituita da quella dell’elettricità e della cosiddetta energia pulita.
Ma la conclusione di un’epoca, soprattutto di un’epoca che tanto in profondità ha determinato gli equilibri del pianeta e delle fonti di potere ad esso connesso, implica sempre una sequela di avvenimenti che finiscono per spazzare via in maniera troppo spesso drammatica i presupposti che l’hanno resa possibile. È la Storia. E la grande fascinazione che l’avvolge non sarebbe tutt’ora materia di studio se così non fosse.
Una parte di mondo, una parte di mondo non secondaria (se mai una parte di mondo possa essere considerata secondaria) e al momento attraversata da profonde crisi d’identità e da conflitti che soprattutto nell’Occidente hanno assunto il volto del terrorismo, vedrà nei prossimi decenni crollare le fondamenta su cui è stato costruito il suo ruolo negli equilibri mondiali degli ultimi 50 anni.
Cosa succederà, da quel momento in poi, è difficilmente prevedibile.
Un mondo senza petrolio è un mondo che tutti più o meno ci siamo sempre augurati ma adesso che pare prossimo alla realizzazione occorre cercare di capire quali oceani sconosciuti il vascello-umanità si troverà presto a solcare. L’unica cosa certa, al momento, e lo dico dal fondo della stiva dove insieme ad altri milioni di ombre muovo i remi che contribuiscono a farlo navigare, è che l’entrata nell’era del Post-Petrolio non significherà necessariamente (come invece da sempre auspicato) l’inizio di un’epoca di gioioso sviluppo e collaborazione tra i suoi membri dell’equipaggio.
Dobbiamo prepararci a una lunga serie di tempeste su rotte fino a poco tempo fa ritenute sicure?
Secondo molti osservatori, che dalla cima dei pennoni e sul ponte di comando osservano carte e scrutano orizzonti, la fine dell’Età del Petrolio non solo è stata anticipata da quella della Post-Verità – ovvero dalla manifestazione più immediata di quella che alla fine del secolo scorso è stata definita l’Età del Declino della Ragione – ma sta assumendo l’aspetto sempre più inquietante del grilletto che la farà una volta per tutte deflagrare.   
E mentre cerco di liberarmi degli anelli che mi incatenano ai remi, sento una domanda spargersi come un fischio tra le ombre proiettate sui fianchi della stiva: se trecento anni nella cosiddetta luce della Ragione ci hanno portato attraverso una sequela impressionante di conflitti nella stiva della Post-Verità, dove ci condurranno quelli della sua fine?

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Articoli e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Ragionamenti dalla stiva

  1. newwhitebear ha detto:

    un mondo senza petrolio è un’affermazione abbastanza forte. L’auto elettrica ha necessità di energia. In questo caso elettrica ma si deve produrla. Ci sono due modi: coi fossili – carbone e petrolio – sia con le rinnovabili – pannelli solari, eolico, maree. Però anche questo inquina. Quanto? Più o meno del petrolio? E’ un po’ il discorso del nucleare, che a parte la pericolosità produce scorie che si fa fatica a smaltire.
    Nessuna attività umana è a costo zero o senza controindicazioni.

  2. matteotelara ha detto:

    Tutto vero, senza dubbio. Ma la ‘dipendenza’ dal petrolio diminuirà drasticamente e a risentirne di più saranno le economie di quei Paesi (quasi tutti in aree dagli equilibri instabili) che sul petrolio sono state costruite….

  3. Silvia Pareschi ha detto:

    Temo i contraccolpi di questa rivoluzione, i colpi di coda del vecchio regime che non vuole saperne di sparire e che sta provocando tante delle cose brutte a cui assistiamo di questi tempi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...